possessori di immobili affittati a canone concordato potranno usufruire di particolari agevolazioni anche per il pagamento della prima rata Imu e Tasi del 17 giugno 2019. Vediamo quali sono.

Oltre ai contratti liberi (4+4), infatti, è prevista anche la formula del canone concordato (3+2) che da diritto a uno sconto del 25% su Imu Tasi. Questo comporta che i proprietari dovranno versare solo il 75% dell’imposta, a prescindere dell’aliquota decisa dal Comune.

Il canone concordato prevede una serie di agevolazioni fiscali per il proprietario, oltre a un affitto agevolato per l’inquilino. Per poter usufruire delle agevolazioni , però, è necessario che il contratto sia registrato e inviato al Comune per non correre il rischio di dover restituire lo sconto ottenuto.

Questa soluzione contrattuale può essere utilizzata per i contratti a uso abitativo, a uso transitorio e per gli studenti universitari.

Modifiche 2019

È stato abolito l’obbligo di invio del modello di dichiarazione nel quale si attesta il possesso dei requisiti per fruire delle agevolazioni a titolo di imposta municipale propria (IMU) e di tassa sui servizi indivisibili (TASI) nei casi di immobili concessi in comodato a parenti in linea retta di primo grado.

Allo stesso modo, per ottenere l’agevolazione della riduzione al 75% dell’Imu sugli immobili locati a canone concordato il soggetto passivo è esonerato dalla presentazione del modello di dichiarazione che attesti il possesso del requisito, e da qualunque altro onere di dichiarazione o comunicazione.

Sia per lo sconto Imu e Tasi sui contratti a canone concordato che sul comodato d’uso gratuito la dichiarazione Imu costituisce infatti una vera e propria duplicazione di adempimenti, considerando ad esempio che i contratti sono obbligatoriamente registrati e quindi tracciabili dalle banche dati pubbliche.